«Amaro e noia la vita, altro mai nulla; e fango è il…»: il verso di Giacomo Leopardi da «A se stesso»

Amaro e noia la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo. T'acqueta omai. Dispera l'ultima volta.

— Giacomo Leopardi, A se stesso · 1835
Copertina di "A se stesso" di Giacomo Leopardi
A se stesso · 1835

Sono i versi centrali della poesia, scritta a Firenze nel settembre 1833 dopo la fine del sentimento non corrisposto per Fanny Targioni Tozzetti: Leopardi si rivolge al proprio cuore invitandolo a non sperare più nulla, in quella che è forse la dichiarazione più netta del suo pessimismo cosmico.

Dove si trovaStarita, Napoli, 1835, vv. 9-12. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«Amaro e noia la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo. T'acqueta omai. Dispera l'ultima volta.» — Giacomo Leopardi, A se stesso (1835). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Amaro e noia la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo. T'acqueta omai. Dispera l'ultima volta.» — Giacomo Leopardi, A se stesso (1835). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · vv. 9-12
Come si cita questa frase

Giacomo Leopardi, «Amaro e noia la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo. T'acqueta omai. Dispera l'ultima volta.», A se stesso, Starita, Napoli, 1835, vv. 9-12. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/A_se_stesso

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