Una raccolta
Frasi e citazioni sul silenzio
14 citazioni scelte a mano
Il silenzio, in letteratura, è quasi sempre un atto — imposto, subìto o scelto — più che una semplice assenza di suono. Federico García Lorca lo affida al grido finale di Bernarda Alba, che impone il silenzio sulla propria casa e sulle proprie figlie anche di fronte al lutto: «Silenzio, silenzio, ho detto. Silenzio!». Wole Soyinka lo rovescia in una responsabilità morale: «L'uomo muore in tutti coloro che conservano il silenzio di fronte alla tirannia» — il silenzio come complicità, non come neutralità.
Pier Paolo Pasolini gli oppone la parola come unica via al sapere: nel silenzio, scrive, non si sente altro che «un'ingenua e vergognosa avidità». Rainer Maria Rilke, al contrario, chiede al giovane poeta a cui scrive di ascoltare proprio «l'ora più silenziosa della vostra notte», prima di ogni altra domanda sulla poesia. E Gabriele D'Annunzio apre «La pioggia nel pineto» con un solo imperativo — «Taci» — perché la donna amata smetta di parlare e ascolti invece il linguaggio della natura.
C'è infine il silenzio come paesaggio, o come personaggio a sé: quello della neve che avvolge Ka, il poeta protagonista del romanzo «Neve» di Orhan Pamuk, non appena arriva nella città turca di Kars; quello dell'autunno di Giovanni Pascoli, in «Myricae», rotto solo dal cadere fragile delle foglie; e quello a cui allude Clarice Lispector, in un racconto intitolato proprio «Silenzio»: inutile sottrarvisi, scrive, perché anche la peggior sofferenza, quella della perdita, è soltanto fuga.
Il silenzio può anche essere un'arma o un possesso. Franz Kafka, ne «Il silenzio delle sirene», immagina che le Sirene del mito non cantassero affatto — il loro silenzio, arma più letale del canto, che forse Ulisse seppe riconoscere e usare a propria volta come scudo. Fernando Pessoa, ne «L'educazione dello stoico», lo mette invece fra le poche cose che un uomo può davvero dire proprie: «l'onore o il silenzio», l'ultima parola del Barone di Teive prima di togliersi la vita.