«Avrei voluto restare lì seduta, senza parlare,…»: la frase di Daphne du Maurier in «Rebecca, la prima moglie»
Avrei voluto restare lì seduta, senza parlare, senza dover ascoltare gli altri, riponendo nel cassetto dell'eternità questo momento. Maxim e io eravamo seduti qui, mano nella mano, il passato e il…
Avrei voluto restare lì seduta, senza parlare, senza dover ascoltare gli altri, riponendo nel cassetto dell'eternità questo momento. Maxim e io eravamo seduti qui, mano nella mano, il passato e il futuro non avevano alcuna importanza.

È la narratrice, seconda moglie di Maxim de Winter, a descrivere un raro momento di pace fra loro due, seduti mano nella mano: vorrebbe fermare quell'istante, chiuderlo «nel cassetto dell'eternità», pur sapendo che per lui — ancora segnato dal ricordo della prima moglie Rebecca — non avrà mai lo stesso peso che ha per lei, per cui la sicurezza sta proprio in quel frammento insignificante di tempo.
Dove si trovail Saggiatore, 2008, cap. 9, p. 105, trad. Marina Morpurgo. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Daphne du Maurier, «Avrei voluto restare lì seduta, senza parlare, senza dover ascoltare gli altri, riponendo nel cassetto dell'eternità questo momento. Maxim e io eravamo seduti qui, mano nella mano, il passato e il futuro non avevano alcuna importanza.», Rebecca, la prima moglie, trad. di Marina Morpurgo, il Saggiatore, 2008, cap. 9, p. 105. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Daphne_du_Maurier

