«Mi aggrappavo alla scrivanietta che il professore…»: la frase di Giorgio Bassani in «Il giardino dei Finzi-Contini»
Mi aggrappavo alla scrivanietta che il professore Ermanno dal gennaio scorso aveva fatto collocare per me sotto la finestra di mezzo del salone del biliardo, come se, così facendo, mi fosse dato di…
Mi aggrappavo alla scrivanietta che il professore Ermanno dal gennaio scorso aveva fatto collocare per me sotto la finestra di mezzo del salone del biliardo, come se, così facendo, mi fosse dato di arrestare l'inarrestabile progresso del tempo.

Tutte le citazioni da «Il giardino dei Finzi-Contini»
È il narratore a ricordare le lunghe ore passate a studiare nella villa dei Finzi-Contini, nella parte terza del romanzo, quando le leggi razziali hanno già escluso gli ebrei ferraresi dalla vita pubblica: aggrapparsi a un gesto quotidiano come sedersi alla scrivania diventa un modo per illudersi di arrestare il tempo, mentre la fine di quel mondo protetto si avvicina.
Dove si trovaFeltrinelli, Milano, 2012, parte III, cap. VI, p. 130. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Giorgio Bassani, «Mi aggrappavo alla scrivanietta che il professore Ermanno dal gennaio scorso aveva fatto collocare per me sotto la finestra di mezzo del salone del biliardo, come se, così facendo, mi fosse dato di arrestare l'inarrestabile progresso del tempo.», Il giardino dei Finzi-Contini, Feltrinelli, Milano, 2012, parte III, cap. VI, p. 130. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Giorgio_Bassani

