«Amico hai vinto; io ti perdon: perdona tu ancora,…»: il verso di Torquato Tasso da «Gerusalemme liberata»

Amico hai vinto; io ti perdon: perdona tu ancora, al corpo no che nulla pave, all'alma sí: deh per lei prega, e dona battesmo a me, ch'ogni mia colpa lave.

— Torquato Tasso, Gerusalemme liberata · 1581
Copertina di "Gerusalemme liberata" di Torquato Tasso
Gerusalemme liberata · 1581

Sono le ultime parole di Clorinda, la guerriera saracena che Tancredi ha appena mortalmente ferito in duello senza riconoscerla sotto l'armatura: prima di morire, gli chiede il battesimo, convertendosi in punto di morte al credo del nemico che l'ha uccisa e che l'amava senza saperlo.

Dove si trova1581, Canto XII, ottava 66. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«Amico hai vinto; io ti perdon: perdona tu ancora, al corpo no che nulla pave, all'alma sí: deh per lei prega, e dona battesmo a me, ch'ogni mia colpa lave.» — Torquato Tasso, Gerusalemme liberata (1581). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Amico hai vinto; io ti perdon: perdona tu ancora, al corpo no che nulla pave, all'alma sí: deh per lei prega, e dona battesmo a me, ch'ogni mia colpa lave.» — Torquato Tasso, Gerusalemme liberata (1581). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Canto XII, ottava 66
Come si cita questa frase

Torquato Tasso, «Amico hai vinto; io ti perdon: perdona tu ancora, al corpo no che nulla pave, all'alma sí: deh per lei prega, e dona battesmo a me, ch'ogni mia colpa lave.», Gerusalemme liberata, 1581, Canto XII, ottava 66. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Gerusalemme_liberata/Canto_dodicesimo

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