«Ali ha ciascuno al core ed ali al piede, né del suo…»: il verso di Torquato Tasso da «Gerusalemme liberata»
Ali ha ciascuno al core ed ali al piede, né del suo ratto andar però s'accorge: ma, quando il sol gli aridi campi fiede con raggi assai ferventi, e in alto sorge, ecco apparir Gierusalem si vede,…
Ali ha ciascuno al core ed ali al piede, né del suo ratto andar però s'accorge: ma, quando il sol gli aridi campi fiede con raggi assai ferventi, e in alto sorge, ecco apparir Gierusalem si vede, ecco additar Gierusalem si scorge; ecco da mille voci unitamente Gerusalemme salutar si sente.

Tutte le citazioni da «Gerusalemme liberata»
Siamo al canto III: l'esercito crociato guidato da Goffredo di Buglione marcia all'alba verso Gerusalemme, animato da un entusiasmo quasi soprannaturale che li fa sentire leggeri, «ali al core ed ali al piede», senza accorgersi della fatica del cammino. Quando il sole sorge alto sui campi aridi, finalmente le mura della città santa appaiono in lontananza: un momento di gioia collettiva e devozione che segna una tappa importante del pellegrinaggio armato.
Dove si trova1930, canto III, ottava 3. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Torquato Tasso, «Ali ha ciascuno al core ed ali al piede, né del suo ratto andar però s'accorge: ma, quando il sol gli aridi campi fiede con raggi assai ferventi, e in alto sorge, ecco apparir Gierusalem si vede, ecco additar Gierusalem si scorge; ecco da mille voci unitamente Gerusalemme salutar si sente.», Gerusalemme liberata, 1930, canto III, ottava 3. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Gerusalemme_liberata_(1930)/Canto_terzo

