Una raccolta

Frasi e citazioni sulla guerra

18 citazioni scelte a mano

La guerra apre la letteratura occidentale fin dal suo primo verso: l'Iliade di Omero comincia cantando l'ira di Achille e i lutti della guerra di Troia, e la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, quasi 2300 anni dopo, annuncia allo stesso modo «l'arme pietose» della prima crociata. Sono guerre eroiche, cantate; ma anche lì, tra un'ottava e l'altra, si affaccia già la pietà per chi muore — Clorinda, la guerriera saracena uccisa in duello da Tancredi, chiede il battesimo al nemico che l'ha ferita a morte senza riconoscerla.

Nell'Ottocento la guerra comincia a essere raccontata anche da chi la subisce più che da chi la vince: il principe Andrej Bolkonskij di Tolstoj, ferito sul campo di Austerlitz in Guerra e pace, capisce guardando il cielo che la vera grandezza non ha niente a che vedere con la gloria di Napoleone. Immanuel Kant, filosoficamente, rovescia l'idea stessa di pace: non è lo stato naturale da cui la guerra ci allontana, ma un traguardo da costruire attivamente, perché tra popoli vicini lo stato naturale è semmai il conflitto.

Il Novecento porta la trincea in prima persona: Erich Maria Remarque descrive il rapporto viscerale del fante con la terra, unico rifugio nell'angoscia del fuoco, ed Ernest Hemingway confessa l'imbarazzo per parole come «sacro» e «glorioso», svuotate da Caporetto. Beppe Fenoglio segue un giovane partigiano nelle Langhe, in un'epoca in cui «i ragazzi come lui erano chiamati più a morire che a vivere»; Boris Pasternak racconta l'abisso della guerra civile russa che separa Jurij e Lara dal resto del mondo; Curzio Malaparte discute con un generale tedesco durante l'occupazione della Polonia; e Bertolt Brecht, con il cinismo del suo reclutatore in Madre Courage, ribalta ogni retorica: «non c'è che la guerra per metter ordine».

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