«Oh gran bontà de' cavallieri antiqui! Eran rivali,…»: il verso di Ludovico Ariosto da «Orlando furioso»
Oh gran bontà de' cavallieri antiqui! Eran rivali, eran di fé diversi, e si sentian degli aspri colpi iniqui per tutta la persona anco dolersi; e pur per selve oscure e calli obliqui insieme van…
Oh gran bontà de' cavallieri antiqui! Eran rivali, eran di fé diversi, e si sentian degli aspri colpi iniqui per tutta la persona anco dolersi; e pur per selve oscure e calli obliqui insieme van senza sospetto aversi.

Tutte le citazioni da «Orlando furioso»
Siamo all'inizio del poema, sulle tracce di Angelica in fuga. Rinaldo e Ferraù si sono appena affrontati per lei, cristiano contro saraceno, poi hanno interrotto il duello e sono saliti sullo stesso cavallo per inseguirla insieme. Qui il narratore ferma il racconto e commenta di persona: è una delle sue intrusioni più celebri, e l'ironia con cui guarda al codice cavalleresco non toglie nulla all'ammirazione.
Dove si trovaLetteratura italiana Einaudi (testo di riferimento a cura di E. Sanguineti e M. Turchi, Garzanti, Milano 1964), Canto I, ottava 22. Approfondisci →
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Come si cita questa frase
Ludovico Ariosto, «Oh gran bontà de' cavallieri antiqui! Eran rivali, eran di fé diversi, e si sentian degli aspri colpi iniqui per tutta la persona anco dolersi; e pur per selve oscure e calli obliqui insieme van senza sospetto aversi.», Orlando furioso, Letteratura italiana Einaudi (testo di riferimento a cura di E. Sanguineti e M. Turchi, Garzanti, Milano 1964), Canto I, ottava 22. Testo: https://moodle2.units.it/pluginfile.php/441200/mod_resource/content/1/ARIOSTO-ORLANDO%20FURIOSO.pdf

