«Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori…»: il verso di Alfred Tennyson da «Ulisse»

Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori eroici, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di lottare, cercare, trovare e non cedere.

— Alfred Tennyson, Ulisse · 1833 (comp.), 1842

È l'anziano Ulisse a pronunciare questi versi, tornato a Itaca dopo il lungo viaggio raccontato da Omero: stanco della vita sedentaria da re accanto al focolare, decide di salpare ancora una volta insieme ai vecchi compagni d'armi, verso l'ignoto, prima che la morte lo colga. Sono le righe conclusive del monologo, il vero testamento poetico del personaggio.

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La citazione in immagine

«Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori eroici, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di lottare, cercare, trovare e non cedere.» — Alfred Tennyson, Ulisse (1833 (comp.), 1842). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori eroici, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di lottare, cercare, trovare e non cedere.» — Alfred Tennyson, Ulisse (1833 (comp.), 1842). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · versi finali del monologo
Come si cita questa frase

Alfred Tennyson, «Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori eroici, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di lottare, cercare, trovare e non cedere.», Ulisse, 1833 (comp.), 1842, versi finali del monologo. Testo: https://en.wikisource.org/wiki/Poems_(Tennyson,_1843)/Volume_2/Ulysses

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