«Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori…»: il verso di Alfred Tennyson da «Ulisse»
Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori eroici, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di lottare, cercare, trovare e non cedere.
È l'anziano Ulisse a pronunciare questi versi, tornato a Itaca dopo il lungo viaggio raccontato da Omero: stanco della vita sedentaria da re accanto al focolare, decide di salpare ancora una volta insieme ai vecchi compagni d'armi, verso l'ignoto, prima che la morte lo colga. Sono le righe conclusive del monologo, il vero testamento poetico del personaggio.
Dove si trovaversi finali del monologo. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Alfred Tennyson, «Ciò che siamo, siamo: un'eguale tempra di cuori eroici, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di lottare, cercare, trovare e non cedere.», Ulisse, 1833 (comp.), 1842, versi finali del monologo. Testo: https://en.wikisource.org/wiki/Poems_(Tennyson,_1843)/Volume_2/Ulysses

