«Adunque non si dee rendere a nessuno ingiustizia…»: la frase di Platone in «Critone»
Adunque non si dee rendere a nessuno ingiustizia per ingiustizia, male per male, qual ch'ella sia la ingiuria che abbia ricevuto.

Socrate è in carcere, nei giorni prima dell'esecuzione. L'amico Critone è venuto all'alba per convincerlo a fuggire, con tutto pronto: guardie corrotte, un rifugio sicuro, i soldi. Socrate rifiuta, e prima di spiegare perché non si può disobbedire alle leggi della città, pone questa premessa morale che vale per ogni situazione della vita, non solo per la sua.
Dove si trovaa cura di Augusto Guzzo, Vallecchi, 1925, 49b-c (cap. X), trad. Francesco Acri. Testo su Wikisource →
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Platone, «Adunque non si dee rendere a nessuno ingiustizia per ingiustizia, male per male, qual ch'ella sia la ingiuria che abbia ricevuto.», Critone, trad. di Francesco Acri, a cura di Augusto Guzzo, Vallecchi, 1925, 49b-c (cap. X). Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Critone/Capitolo_X

