«E andando nel sole che abbaglia, sentire con triste…»: il verso di Eugenio Montale da «Ossi di seppia»
E andando nel sole che abbaglia, sentire con triste meraviglia com'è tutta la vita e il suo travaglio in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Tutte le citazioni da «Ossi di seppia»
È la chiusa della poesia «Meriggiare pallido e assorto», una delle liriche-manifesto di «Ossi di seppia»: dopo aver descritto un mezzogiorno immobile appoggiato a un muro d'orto, il poeta si allontana camminando nel sole accecante lungo un muro coronato di vetri rotti, e in quel gesto ripetitivo ritrova un'immagine della propria condizione — la vita come un cammino faticoso lungo un ostacolo che non si può superare, solo costeggiare.
Dove si trovachiusa della poesia «Meriggiare pallido e assorto».
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Come si cita questa frase
Eugenio Montale, «E andando nel sole che abbaglia, sentire con triste meraviglia com'è tutta la vita e il suo travaglio in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.», Ossi di seppia, 1925, chiusa della poesia «Meriggiare pallido e assorto».

