«Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di…»: il verso di Eugenio Montale da «Satura»

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

— Eugenio Montale, Satura · 1971
Copertina di "Satura" di Eugenio Montale
Satura · 1971

È l'apertura del ciclo «Xenia», scritto nel 1966-67 e dedicato alla moglie Drusilla Tanzi, morta nel 1963 dopo un lungo matrimonio e soprannominata «la Mosca» per la sua fortissima miopia: fra i versi più noti della poesia italiana del Novecento sull'assenza e il lutto, segna anche una svolta nello stile di Montale verso un linguaggio più dimesso e quotidiano, quasi prosastico.

Dove si trovaMondadori, 1971, Xenia II, vv. 1-2.

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La citazione in immagine

«Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.» — Eugenio Montale, Satura (1971). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.» — Eugenio Montale, Satura (1971). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Xenia II, vv. 1-2
Come si cita questa frase

Eugenio Montale, «Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.», Satura, Mondadori, 1971, Xenia II, vv. 1-2.

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