«ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come…»: il verso di Dante Alighieri da «Paradiso, Divina Commedia»

ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle.

— Dante Alighieri, Paradiso, Divina Commedia · 1321
Copertina di "Paradiso, Divina Commedia" di Dante Alighieri
Paradiso, Divina Commedia · 1321

Sono gli ultimissimi versi della Commedia: dopo la visione di Dio nell'Empireo, il desiderio e la volontà di Dante si trovano finalmente in perfetta armonia, mossi dallo stesso amore che governa il cosmo intero. È la chiusura di uno dei poemi più lunghi mai scritti su tre parole soltanto: sole, stelle, amore.

Dove si trova1321, Paradiso, canto XXXIII, vv. 143-145. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle.» — Dante Alighieri, Paradiso, Divina Commedia (1321). Grafica Sottolineature, versione chiara.«ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle.» — Dante Alighieri, Paradiso, Divina Commedia (1321). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Paradiso, canto XXXIII, vv. 143-145
Come si cita questa frase

Dante Alighieri, «ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle.», Paradiso, Divina Commedia, 1321, Paradiso, canto XXXIII, vv. 143-145. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia/Paradiso/Canto_XXXIII

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