Una raccolta

Frasi e citazioni sul lavoro

18 citazioni scelte a mano

Il lavoro entra in letteratura quasi sempre in bilico tra due poli: la fatica che consuma e la dignità che costruisce. Khalil Gibran lo definisce nel modo più limpido possibile — «Il lavoro è l'amore reso visibile» — mentre Primo Levi, ne «La chiave a stella», affida a Libertino Faussone, montatore piemontese di tralicci e gru, l'idea che amare il proprio mestiere sia la cosa più vicina alla felicità che la vita conceda. Le prime righe di «Canne al vento» di Grazia Deledda mostrano lo stesso principio in azione, senza bisogno di dichiararlo: Efix, il servo delle dame Pintor, lavora tutto il giorno a rinforzare un argine costruito «a furia d'anni e di fatica».

C'è anche il lavoro come sistema che appiattisce: Saul Bellow, nel «Pianeta di Mr. Sammler», fa dire al suo anziano protagonista che un mondo fondato sul lavoro riduce l'arte stessa a banalità. Charles Bukowski, che per anni fu impiegato delle Poste di Los Angeles prima di lasciare il posto fisso per scrivere, osserva i colleghi consumarsi dietro lo sportello, cercando conforto solo nel cibo. Fernando Pessoa affida invece a Bernardo Soares, un modesto contabile di Lisbona, la descrizione di una stanchezza che non ha nulla a che fare col corpo — quella dell'intelligenza costretta a riflettere senza sosta.

E c'è chi il lavoro lo racconta come inizio o come vocazione: Erri De Luca apre «Montedidio» con il primo giorno di lavoro del suo giovane protagonista, tra i vicoli di Napoli; Umberto Saba riflette sul proprio mestiere di poeta, fatto di giornate «contate come tutti gli uomini» ma «quanto, quanto variate»; Goliarda Sapienza lega il mestiere del medico a un dovere di giustizia sociale; e Louisa May Alcott chiude il cerchio con un consiglio diretto al lettore: qualunque fardello si porti, imparare a sostenerlo è ciò che, pian piano, lo rende più leggero.

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