«Si può e si deve combattere perché il frutto del…»: la frase di Primo Levi in «La chiave a stella»

Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena.

— Primo Levi, La chiave a stella · 1978
Copertina di "La chiave a stella" di Primo Levi
La chiave a stella · 1978

È una delle riflessioni di Libertino Faussone, montatore piemontese di tralicci e gru che racconta le proprie avventure di lavoro in giro per il mondo a un chimico che gli somiglia molto all'autore stesso: nel romanzo che valse a Levi il premio Strega, amare il proprio mestiere è la cosa più vicina alla felicità che la vita conceda.

Dove si trovaEinaudi, 1978, p. 81. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena.» — Primo Levi, La chiave a stella (1978). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena.» — Primo Levi, La chiave a stella (1978). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · p. 81
Come si cita questa frase

Primo Levi, «Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena.», La chiave a stella, Einaudi, 1978, p. 81. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Primo_Levi

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