«Dimani, e poi dimani. Oh sì! con brevi passi di…»: la frase di William Shakespeare in «Macbeth»

Dimani, e poi dimani. Oh sì! con brevi passi di giorno in giorno all'ultimo si corre. Non cade Sol che a noi miseri stolti molte tombe non apra. O tenue face, spegniti! è tempo.... E tu, vita, che…

Dimani, e poi dimani. Oh sì! con brevi passi di giorno in giorno all'ultimo si corre. Non cade Sol che a noi miseri stolti molte tombe non apra. O tenue face, spegniti! è tempo.... E tu, vita, che sei? Un'ombra che dilegua; un infelice mimo che si dibatte e pavoneggia sulle scene del tempo, e poi ne scende, né di lui più si parla; una novella sulle labbra di un pazzo in cui non trovi che soffio e suono d'insensati accenti.

— William Shakespeare, Macbeth · 1606
Copertina di "Macbeth" di William Shakespeare
Macbeth · 1606

Macbeth pronuncia questo monologo appena gli viene annunciata la morte della moglie, Lady Macbeth, mentre l'esercito nemico si avvicina al castello. È uno dei monologhi più celebri di tutto il teatro shakespeariano sull'insensatezza della vita, in una traduzione ottocentesca di Andrea Maffei ancora oggi tra le più lette in italiano.

Dove si trovatrad. Andrea Maffei, 1863, atto V, scena VI. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«Dimani, e poi dimani. Oh sì! con brevi passi di giorno in giorno all'ultimo si corre. Non cade Sol che a noi miseri stolti molte tombe non apra. O tenue face, spegniti! è tempo.... E tu, vita, che sei? Un'ombra che dilegua; un infelice mimo che si dibatte e pavoneggia sulle scene del tempo, e poi ne scende, né di lui più si parla; una novella sulle labbra di un pazzo in cui non trovi che soffio e suono d'insensati accenti.» — William Shakespeare, Macbeth (1606). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Dimani, e poi dimani. Oh sì! con brevi passi di giorno in giorno all'ultimo si corre. Non cade Sol che a noi miseri stolti molte tombe non apra. O tenue face, spegniti! è tempo.... E tu, vita, che sei? Un'ombra che dilegua; un infelice mimo che si dibatte e pavoneggia sulle scene del tempo, e poi ne scende, né di lui più si parla; una novella sulle labbra di un pazzo in cui non trovi che soffio e suono d'insensati accenti.» — William Shakespeare, Macbeth (1606). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · atto V, scena VI
Come si cita questa frase

William Shakespeare, «Dimani, e poi dimani. Oh sì! con brevi passi di giorno in giorno all'ultimo si corre. Non cade Sol che a noi miseri stolti molte tombe non apra. O tenue face, spegniti! è tempo.... E tu, vita, che sei? Un'ombra che dilegua; un infelice mimo che si dibatte e pavoneggia sulle scene del tempo, e poi ne scende, né di lui più si parla; una novella sulle labbra di un pazzo in cui non trovi che soffio e suono d'insensati accenti.», Macbeth, trad. Andrea Maffei, 1863, atto V, scena VI. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Macbeth/Atto_quinto

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