«Che cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa,…»: la frase di William Shakespeare in «Romeo e Giulietta»

Che cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con un altro nome avrebbe lo stesso profumo.

— William Shakespeare, Romeo e Giulietta · 1597
Copertina di "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare
Romeo e Giulietta · 1597

Giulietta lo dice da sola, affacciata al balcone, senza sapere che Romeo la sta ascoltando di nascosto nel giardino sottostante: nella tragedia scritta intorno al 1595, i due giovani appartengono alle famiglie rivali dei Montecchi e dei Capuleti, e questo è il momento in cui Giulietta, ignara di essere ascoltata, si interroga per la prima volta su quanto un nome possa davvero pesare su un amore.

Dove si trovaAtto II, scena II.

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La citazione in immagine

«Che cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con un altro nome avrebbe lo stesso profumo.» — William Shakespeare, Romeo e Giulietta (1597). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Che cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con un altro nome avrebbe lo stesso profumo.» — William Shakespeare, Romeo e Giulietta (1597). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Atto II, scena II
Come si cita questa frase

William Shakespeare, «Che cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con un altro nome avrebbe lo stesso profumo.», Romeo e Giulietta, 1597, Atto II, scena II.

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