«Era come un liquor suttile e molle, atto a esalar,…»: il verso di Ludovico Ariosto da «Orlando furioso»
Era come un liquor suttile e molle, atto a esalar, se non si tien ben chiuso; e si vedea raccolto in varie ampolle, qual più, qual men capace, atte a quell'uso. Quella è maggior di tutte, in che del…
Era come un liquor suttile e molle, atto a esalar, se non si tien ben chiuso; e si vedea raccolto in varie ampolle, qual più, qual men capace, atte a quell'uso. Quella è maggior di tutte, in che del folle signor d'Anglante era il gran senno infuso; e fu da l'altre conosciuta, quando avea scritto di fuor: Senno d'Orlando.

Tutte le citazioni da «Orlando furioso»
Astolfo, giunto sulla luna in groppa all'ippogrifo per recuperare il senno perduto di Orlando, si trova nella valle dove si raccoglie tutto ciò che gli uomini perdono in vita, comprese le ampolle col senno di ciascuno: qui il narratore descrive di cosa sia fatta questa sostanza sottile, prima di rivelare nell'ottava successiva quale sia l'ampolla più grande — quella di Orlando, impazzito per amore di Angelica.
Dove si trova1928, canto XXXIV, ottava 83. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Ludovico Ariosto, «Era come un liquor suttile e molle, atto a esalar, se non si tien ben chiuso; e si vedea raccolto in varie ampolle, qual più, qual men capace, atte a quell'uso. Quella è maggior di tutte, in che del folle signor d'Anglante era il gran senno infuso; e fu da l'altre conosciuta, quando avea scritto di fuor: Senno d'Orlando.», Orlando furioso, 1928, canto XXXIV, ottava 83. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Orlando_furioso_(1928)/Canto_34

