«Passarono le stagioni: la primavera con il disgelo,…»: la frase di Mario Rigoni Stern in «Il bosco degli urogalli»
Passarono le stagioni: la primavera con il disgelo, l'estate con il fieno e le malghe, l'autunno con la legna e i funghi, l'inverno con i morbidi piumini sui letti tiepidi e la neve sulle finestre.…
Passarono le stagioni: la primavera con il disgelo, l'estate con il fieno e le malghe, l'autunno con la legna e i funghi, l'inverno con i morbidi piumini sui letti tiepidi e la neve sulle finestre. Tutte le cose mutano in fretta. Troppo in fretta.
È una delle descrizioni del ciclo delle stagioni sull'Altopiano di Asiago che attraversano questa raccolta di racconti del 1962, ambientata fra boschi, cacce e i primi echi della guerra appena passata, fortemente voluta e curata da Italo Calvino per Einaudi: i racconti colpirono anche Primo Levi, che scrisse all'autore le proprie impressioni di lettura — è così che nacque l'amicizia fra i due scrittori.
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Come si cita questa frase
Mario Rigoni Stern, «Passarono le stagioni: la primavera con il disgelo, l'estate con il fieno e le malghe, l'autunno con la legna e i funghi, l'inverno con i morbidi piumini sui letti tiepidi e la neve sulle finestre. Tutte le cose mutano in fretta. Troppo in fretta.», Il bosco degli urogalli, 1962, p. 99. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Mario_Rigoni_Stern

