Una raccolta

Frasi e citazioni sulla montagna

15 citazioni scelte a mano

Tredici citazioni radunate intorno a un'unica geografia verticale. Paolo Cognetti la racconta due volte: ne «Le otto montagne», nel rapporto fra un padre che non scende mai a valle e un figlio che fatica a seguirlo fin sulle cime — «è sulle cime che andiamo», scrive, «scendiamo solo quando arriviamo dove non si può più salire» — e in «Senza mai arrivare in cima», il reportage in cui attraversa a piedi le valli himalayane del Dolpo.

Alessandro Manzoni apre I promessi sposi proprio da lì, dal ramo del lago di Como stretto «tra due catene non interrotte di monti», e li saluta duecento pagine dopo con l'addio più famoso della letteratura italiana — «Addio, monti sorgenti dall'acque». Dino Buzzati guarda invece le Dolomiti da un guardaboschi solitario in «Bàrnabo delle montagne», dove le vette «non assomigliano veramente a torri»: sono, scrive, solo se stesse.

Mario Rigoni Stern racconta l'Altopiano di Asiago in due libri, «Uomini, boschi e api» e «Il bosco degli urogalli», fra stagioni, boschi e il canto delle coturnici all'alba; Federico García Lorca la fa comparire per un solo verso, «il cavallo sulla montagna», dentro l'immagine tutta verde del suo «Romance sonámbulo».

John Muir, il naturalista che per primo difese la wilderness americana, scopre la valle di Yosemite risalendo un sentiero della Sierra Nevada. Grazia Deledda apre «Fior di Sardegna» in una piccola città di montagna lasciata apposta senza nome, perché conta più l'atmosfera del luogo di un nome preciso sulla carta.

Ci sono infine le voci di chi la montagna l'ha davvero scalata. Walter Bonatti, che nel 1955 salì da solo il pilastro sud-ovest del Petit Dru in un'impresa mai più ripetuta, scrive che la montagna gli ha insegnato a non barare, a essere onesto con sé stesso. Erri De Luca, alpinista lui stesso, raccoglie invece in una conversazione notturna con l'amica Nives Meroi — futura seconda donna al mondo a salire tutti i quattordici Ottomila senza ossigeno — la propria idea di montagna: un luogo deserto da cui il mondo torna visibile per intero.

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