Una raccolta

Frasi e citazioni sui sogni

20 citazioni scelte a mano

Dal Rinascimento italiano al romanzo per ragazzi vittoriano, la letteratura non ha mai smesso di chiedersi se ciò che chiamiamo vita sia poi così diverso da un sogno. Francesco Petrarca, nel «Canzoniere», liquida ogni piacere terreno come «breve sogno»; Shakespeare, ne «La Tempesta», fa dire al mago Prospero che uomini e cose sono fatti della stessa «vana sustanza» di cui sono fatti i sogni, un attimo prima di interrompere lui stesso lo spettacolo di illusioni appena evocato.

C'è anche chi il sogno lo attraversa nel sonno vero e proprio: Daphne du Maurier apre «Rebecca» con la protagonista che sogna di tornare nella villa dove ha vissuto il proprio dramma, mentre Edgar Allan Poe, nell'anno stesso della propria morte, paragona ogni cosa vista o creduta vista a manciate di sabbia che sfuggono dalle dita — «un sogno nel sogno». Lewis Carroll chiude «Attraverso lo specchio» lasciando la domanda volutamente senza risposta: è stata Alice a sognare il Re Rosso, o il contrario?

E ci sono i sogni che si fanno a occhi aperti, come premonizione o vocazione: quello ricorrente di un tesoro nascosto che spinge il pastore Santiago a partire ne «L'Alchimista» di Paulo Coelho, o quello, ben più cupo, in cui Alda Merini vede aprirsi le «oscure voragini» della propria mente. E c'è chi si accorge che a tenere insieme le due cose è la lingua stessa: Erri De Luca annota in «Montedidio» che il napoletano ha una parola sola, suonno, dove l'italiano ne ha due — sonno e sogno, «per noi è la stessa cosa». Il preside Silente, ne «Harry Potter e la Pietra Filosofale» di J.K. Rowling, mette in guardia da un rischio opposto: rifugiarsi in un sogno a occhi aperti al punto da dimenticarsi di vivere.

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