«Non assomigliano veramente a torri, non a castelli…»: la frase di Dino Buzzati in «Bàrnabo delle montagne»
Non assomigliano veramente a torri, non a castelli né a chiese in rovina, ma solo a se stesse, così come sono, con le frane bianche, le fessure, le cenge ghiaiose, gli spigoli senza fine a strapiombo…
Non assomigliano veramente a torri, non a castelli né a chiese in rovina, ma solo a se stesse, così come sono, con le frane bianche, le fessure, le cenge ghiaiose, gli spigoli senza fine a strapiombo piegati fuori nel vuoto.
Anche questa descrizione viene da «Bàrnabo delle montagne», il romanzo d'esordio di Buzzati: le Dolomiti che Bàrnabo osserva, tornato a vivere da solo come guardaboschi dopo essere stato cacciato dal corpo per un atto di viltà, non assomigliano a nulla che l'uomo abbia già visto o costruito — non torri, non castelli, non chiese — ma restano ostinatamente ciò che sono, pura roccia.
Dove si trovadescrizione delle Dolomiti.
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Come si cita questa frase
Dino Buzzati, «Non assomigliano veramente a torri, non a castelli né a chiese in rovina, ma solo a se stesse, così come sono, con le frane bianche, le fessure, le cenge ghiaiose, gli spigoli senza fine a strapiombo piegati fuori nel vuoto.», Bàrnabo delle montagne, 1933, descrizione delle Dolomiti.

