«Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo,…»: la frase di Jorge Luis Borges in «L'Aleph»
Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.

Sono parole del soldato romano Marco Flaminio Rufo, protagonista del racconto «L'immortale»: dopo aver bevuto per errore alle acque di un fiume leggendario che rende immortali, scopre che proprio l'assenza di una fine priva ogni gesto, ogni scelta e ogni amore del peso che solo la mortalità può dare loro — uno dei temi filosofici più ricorrenti in tutta l'opera di Borges.
Dove si trovadal racconto «L’immortale».
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Jorge Luis Borges, «Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.», L'Aleph, 1949, dal racconto «L’immortale».

