«Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo,…»: la frase di Jorge Luis Borges in «L'Aleph»

Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.

— Jorge Luis Borges, L'Aleph · 1949
Copertina di "L'Aleph" di Jorge Luis Borges
L'Aleph · 1949

Sono parole del soldato romano Marco Flaminio Rufo, protagonista del racconto «L'immortale»: dopo aver bevuto per errore alle acque di un fiume leggendario che rende immortali, scopre che proprio l'assenza di una fine priva ogni gesto, ogni scelta e ogni amore del peso che solo la mortalità può dare loro — uno dei temi filosofici più ricorrenti in tutta l'opera di Borges.

Dove si trovadal racconto «L’immortale».

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La citazione in immagine

«Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.» — Jorge Luis Borges, L'Aleph (1949). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.» — Jorge Luis Borges, L'Aleph (1949). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · dal racconto «L’immortale»
Come si cita questa frase

Jorge Luis Borges, «Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.», L'Aleph, 1949, dal racconto «L’immortale».

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