Una raccolta

Frasi e citazioni sulla pace

13 citazioni scelte a mano

«Pace non trovo, et non ò da far guerra»: il paradosso con cui Francesco Petrarca apre uno dei sonetti più noti del Canzoniere fissa un'idea che la letteratura non ha mai smesso di riprendere — la pace non è mai solo l'assenza di conflitto, ma una condizione che si cerca, si perde, si teorizza, e quasi mai si possiede del tutto.

Immanuel Kant intitola il proprio trattato «Per la pace perpetua» e vi sostiene una tesi che ancora oggi sorprende: la pace fra esseri umani non è uno stato di natura, ma un ordine da costruire attivamente contro la tendenza naturale al conflitto. Jean-Paul Sartre, scrivendo ne «La morte nell'anima» nel pieno della seconda guerra mondiale, la spoglia di ogni etichetta politica — «non è né democratica né nazista: è la pace» — mentre Bertolt Brecht, in «Madre Courage e i suoi figli», ne rovescia il valore con l'amara ironia di chi vive di guerra: «la pace è solo disordine».

Per Epitteto, nel «Manuale», la pace è soprattutto una disciplina interiore: desiderare che gli eventi accadano come accadono, non come si vorrebbe, e la vita «scorrerà serena». Ugo Foscolo la cerca nella «fatal quïete» della sera, presagio della morte in uno dei suoi sonetti più celebri; D.H. Lawrence, in «Figli e amanti», la trova nel calore di un corpo addormentato accanto al proprio; Marilynne Robinson, in «Gilead», la ricorda accanto alla sofferenza, non al suo posto. Isaac Asimov chiude il cerchio con una battuta che è anche un paradosso: la morte, scrive, è pacifica — è la transizione a creare i problemi. E per Dante, in Paradiso, la pace più vera è quella di chi accorda la propria volontà a quella di Dio — «e 'n la sua volontade è nostra pace» — parole che Piccarda Donati gli rivolge spiegando perché nessuna anima in cielo desidera un posto diverso dal proprio.

Altri tre cercano la pace attraverso l'equilibrio interiore. Seneca, nel «De tranquillitate animi», consiglia all'amico Sereno di guardare ai vizi altrui senza riso né pianto, con la calma di chi li accetta come natura comune. Hermann Hesse, in «Siddhartha», la trova nel fiume che Siddhartha impara ad ascoltare tutto insieme, senza legare l'anima a una sola delle sue mille voci — la musica intera della vita. Khalil Gibran, ne «Il Profeta», la affida invece a un equilibrio da mantenere: ragione e passione sono il timone e le vele di una nave, e nessuna delle due può guidarla da sola.

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