«Sapete invece su che poggia tutto? Ve lo dico io.…»: la frase di Luigi Pirandello in «Uno, nessuno e centomila»

Sapete invece su che poggia tutto? Ve lo dico io. Su una presunzione che Dio vi conservi sempre. La presunzione che la realtà, qual'è per voi, debba essere e sia ugualmente per tutti gli altri.

— Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila · 1926
Copertina di "Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila · 1926

Moscarda, rivolgendosi direttamente al lettore che lo sta ascoltando, spiega su cosa si fondi davvero la tranquillità con cui ciascuno vive la propria vita quotidiana: sulla certezza, mai messa in dubbio, che la realtà che si vede e si tocca sia la stessa per tutti. È una delle pagine in cui il romanzo espone più chiaramente, in forma di argomentazione diretta, il proprio nucleo filosofico.

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La citazione in immagine

«Sapete invece su che poggia tutto? Ve lo dico io. Su una presunzione che Dio vi conservi sempre. La presunzione che la realtà, qual'è per voi, debba essere e sia ugualmente per tutti gli altri.» — Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila (1926). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Sapete invece su che poggia tutto? Ve lo dico io. Su una presunzione che Dio vi conservi sempre. La presunzione che la realtà, qual'è per voi, debba essere e sia ugualmente per tutti gli altri.» — Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila (1926). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Libro secondo, § 2 «E allora?»
Come si cita questa frase

Luigi Pirandello, «Sapete invece su che poggia tutto? Ve lo dico io. Su una presunzione che Dio vi conservi sempre. La presunzione che la realtà, qual'è per voi, debba essere e sia ugualmente per tutti gli altri.», Uno, nessuno e centomila, 1926, Libro secondo, § 2 «E allora?». Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Uno,_nessuno_e_centomila/Libro_secondo

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