«Alice si mise a ridere. “È inutile che mi ci provi”…»: la frase di Lewis Carroll in «Attraverso lo specchio»
Alice si mise a ridere. «È inutile che mi ci provi» ella disse «non si può credere alle cose impossibili.» «Forse non hai la pratica necessaria» disse la Regina. «Quando io avevo la tua età,…
Alice si mise a ridere. «È inutile che mi ci provi» ella disse «non si può credere alle cose impossibili.» «Forse non hai la pratica necessaria» disse la Regina. «Quando io avevo la tua età, m'esercitavo per mezz'ora al giorno. Ebbene, a volte credevo nientemeno che a sei cose impossibili prima della colazione.»

La Regina Bianca ha appena offerto ad Alice un lavoro come cameriera, «quattro soldi la settimana e marmellata ogni domani» — cioè mai, perché per la logica rovesciata dello specchio la marmellata c'è sempre domani o ieri, mai oggi. Di fronte allo scetticismo di Alice, la Regina rivendica il proprio allenamento: da giovane si esercitava a credere a cose impossibili mezz'ora al giorno, fino a sei alla volta prima di colazione.
Dove si trovatrad. Silvio Spaventa Filippi, 1914, cap. V. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Lewis Carroll, «Alice si mise a ridere. “È inutile che mi ci provi” ella disse “non si può credere alle cose impossibili.” “Forse non hai la pratica necessaria” disse la Regina. “Quando io avevo la tua età, m'esercitavo per mezz'ora al giorno. Ebbene, a volte credevo nientemeno che a sei cose impossibili prima della colazione.”», Attraverso lo specchio, trad. Silvio Spaventa Filippi, 1914, cap. V. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Attraverso_lo_specchio/V

