«Qui siam tutti matti. Io son matto. Tu sei matta.…»: la frase di Lewis Carroll in «Alice nel paese delle meraviglie»

Qui siam tutti matti. Io son matto. Tu sei matta. Come sai ch'io sono matta? Tu devi esserla, altrimenti non saresti venuta qui.

— Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie · 1865
Copertina di "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll
Alice nel paese delle meraviglie · 1865

È il Gatto del Cheshire a dirlo ad Alice, nella loro prima conversazione, quando lei gli chiede che razza di gente viva da quelle parti: non c'è modo di uscirne, risponde il Gatto, perché la follia è la condizione comune di chiunque si trovi in quel paese, lei compresa, per il solo fatto di esserci arrivata. È il primo di una serie di scambi di logica capovolta che il Gatto propone ad Alice.

Dove si trovatrad. Teodorico Pietrocòla-Rossetti, 1872, capitolo VI. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«Qui siam tutti matti. Io son matto. Tu sei matta. Come sai ch'io sono matta? Tu devi esserla, altrimenti non saresti venuta qui.» — Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie (1865). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Qui siam tutti matti. Io son matto. Tu sei matta. Come sai ch'io sono matta? Tu devi esserla, altrimenti non saresti venuta qui.» — Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie (1865). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · capitolo VI
Come si cita questa frase

Lewis Carroll, «Qui siam tutti matti. Io son matto. Tu sei matta. Come sai ch'io sono matta? Tu devi esserla, altrimenti non saresti venuta qui.», Alice nel paese delle meraviglie, trad. Teodorico Pietrocòla-Rossetti, 1872, capitolo VI. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Le_avventure_d%27Alice_nel_paese_delle_meraviglie/VI

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