«Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi,…»: la frase di Jean-Paul Sartre in «Le parole»

Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà,…

Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l'imprevedibilità.

— Jean-Paul Sartre, Le parole · 1964
Copertina di "Le parole" di Jean-Paul Sartre
Le parole · 1964

Sartre ripensa qui alla propria infanzia, trascorsa in gran parte nello studio del nonno materno Charles Schweitzer, dove i libri sostituivano ogni altro gioco e ogni altro spazio aperto: quella biblioteca — racconterà più avanti — gli diede il senso della propria vocazione ancora prima che sapesse leggere, semplicemente maneggiando volumi troppo grandi e pesanti per le sue mani, ancora incapace di leggerli davvero.

Dove si trovatrad. Luigi De Nardis, il Saggiatore, 1964, p. 37. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l'imprevedibilità.» — Jean-Paul Sartre, Le parole (1964). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l'imprevedibilità.» — Jean-Paul Sartre, Le parole (1964). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · p. 37
Come si cita questa frase

Jean-Paul Sartre, «Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l'imprevedibilità.», Le parole, trad. Luigi De Nardis, il Saggiatore, 1964, p. 37. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Jean-Paul_Sartre

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