«L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se…»: la frase di Italo Calvino in «Le città invisibili»

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui.

— Italo Calvino, Le città invisibili · 1972
Copertina di "Le città invisibili" di Italo Calvino
Le città invisibili · 1972

Sono le ultime parole del libro, pubblicato nel 1972: Marco Polo le dice all'imperatore Kublai Khan, che si è appena disperato guardando sfilare nella propria immaginazione tutte le cinquantacinque città raccontate nel corso del romanzo, ognuna diversa e ognuna in fondo la stessa: non è una resa, ma un consiglio su come restare umani in mezzo al peggio, senza il quale l'inferno diventerebbe l'unica realtà possibile.

Dove si trovaultime righe del libro.

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La citazione in immagine

«L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui.» — Italo Calvino, Le città invisibili (1972). Grafica Sottolineature, versione chiara.«L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui.» — Italo Calvino, Le città invisibili (1972). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · ultime righe del libro
Come si cita questa frase

Italo Calvino, «L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui.», Le città invisibili, 1972, ultime righe del libro.

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