«Sovvengati che tu non sei qui altro che attore di…»: la frase di Epitteto in «Manuale»

Sovvengati che tu non sei qui altro che attore di un dramma, il quale sará o breve o lungo, secondo la volontá del poeta. E se a costui piace che tu rappresenti la persona di un mendico, studia di…

Sovvengati che tu non sei qui altro che attore di un dramma, il quale sará o breve o lungo, secondo la volontá del poeta. E se a costui piace che tu rappresenti la persona di un mendico, studia di rappresentarla acconciamente. Il simile se ti è assegnata la persona di uno zoppo, di un magistrato, di un uomo comune. Atteso che a te si aspetta solamente di rappresentar bene quella qual si sia persona che ti è destinata: lo eleggerla si appartiene a un altro.

— Epitteto, Manuale · 125 d.C. ca.
Copertina di "Manuale" di Epitteto
Manuale · 125 d.C. ca.

È la celebre metafora del «teatro della vita», nel capitolo XVII del Manuale: Epitteto paragona l'esistenza a una parte recitata in un dramma, la cui durata e il cui ruolo — mendico, magistrato, uomo comune — non sono scelti da chi la interpreta ma assegnati da un altro, il poeta. L'unica cosa che dipende da noi, insegna, è recitare bene la parte che ci è toccata, qualunque essa sia, senza pretendere di sceglierla.

Dove si trova1825, cap. XVII, trad. Giacomo Leopardi. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«Sovvengati che tu non sei qui altro che attore di un dramma, il quale sará o breve o lungo, secondo la volontá del poeta. E se a costui piace che tu rappresenti la persona di un mendico, studia di rappresentarla acconciamente. Il simile se ti è assegnata la persona di uno zoppo, di un magistrato, di un uomo comune. Atteso che a te si aspetta solamente di rappresentar bene quella qual si sia persona che ti è destinata: lo eleggerla si appartiene a un altro.» — Epitteto, Manuale (125 d.C. ca.). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Sovvengati che tu non sei qui altro che attore di un dramma, il quale sará o breve o lungo, secondo la volontá del poeta. E se a costui piace che tu rappresenti la persona di un mendico, studia di rappresentarla acconciamente. Il simile se ti è assegnata la persona di uno zoppo, di un magistrato, di un uomo comune. Atteso che a te si aspetta solamente di rappresentar bene quella qual si sia persona che ti è destinata: lo eleggerla si appartiene a un altro.» — Epitteto, Manuale (125 d.C. ca.). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · cap. XVII
Come si cita questa frase

Epitteto, «Sovvengati che tu non sei qui altro che attore di un dramma, il quale sará o breve o lungo, secondo la volontá del poeta. E se a costui piace che tu rappresenti la persona di un mendico, studia di rappresentarla acconciamente. Il simile se ti è assegnata la persona di uno zoppo, di un magistrato, di un uomo comune. Atteso che a te si aspetta solamente di rappresentar bene quella qual si sia persona che ti è destinata: lo eleggerla si appartiene a un altro.», Manuale, trad. di Giacomo Leopardi, 1825, cap. XVII. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Manuale_di_Epitteto/Manuale

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