«Carneade! Chi era costui? — ruminava tra sè don…»: la frase di Alessandro Manzoni in «I promessi sposi»
Carneade! Chi era costui? — ruminava tra sè don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli…
Carneade! Chi era costui? — ruminava tra sè don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata.

Tutte le citazioni da «I promessi sposi»
Don Abbondio si è appena imbattuto, leggendo un panegirico in onore di san Carlo, nel nome di un filosofo antico di cui non sa nulla: sta ancora rimuginando su chi fosse questo Carneade quando la perpetua entra ad annunciargli una visita che sconvolgerà la sua tranquilla giornata. È una delle scene più celebri e ironiche del romanzo, diventata proverbiale nella lingua italiana per indicare uno sconosciuto illustre.
Dove si trovaedizione definitiva, 1840, capitolo VIII. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Alessandro Manzoni, «Carneade! Chi era costui? — ruminava tra sè don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata.», I promessi sposi, edizione definitiva, 1840, capitolo VIII. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_VIII

