«Troppo spesso le parole sono state usate,…»: la frase di Virginia Woolf in «La camera di Jacob»
Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all'albero: con l'aurora le troviamo, dolci sotto…
Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all'albero: con l'aurora le troviamo, dolci sotto le fronde.

È dal capitolo VIII de La camera di Jacob, il romanzo che nel 1922 segna la svolta sperimentale di Woolf: nessuna voce racconta Jacob Flanders dall'interno, il lettore lo conosce solo per frammenti, lettere, impressioni altrui, mai per un pensiero suo diretto. La riflessione sul logoramento delle parole è quindi anche una dichiarazione di metodo, sul limite di ogni racconto nel dire una persona per intero.
Dove si trovatrad. e postfazione di Anna Banti, I libri della Medusa, Mondadori, 1980, p. 139. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Virginia Woolf, «Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all'albero: con l'aurora le troviamo, dolci sotto le fronde.», La camera di Jacob, trad. e postfazione di Anna Banti, I libri della Medusa, Mondadori, 1980, p. 139. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Virginia_Woolf

