«La magia non può essere insegnata. La scopri da…»: la frase di Eete in «Circe» di Madeline Miller

La magia non può essere insegnata. La scopri da sola, o non la scopri affatto.

— Madeline Miller, Circe · 2018
Copertina di "Circe" di Madeline Miller
Circe · 2018

È il fratello di Circe, Eete, a dirlo, quando lei — ancora insicura del proprio potere — gli chiede di insegnarle una parola magica: la stregoneria, la «pharmakeia» su cui si costruisce tutta l'identità della protagonista nel corso del romanzo, non si trasmette da un maestro a un allievo, risponde lui con un certo distacco, ma si scopre da soli oppure non si scopre affatto.

Dove si trovatrad. Marinella Magrì, Marsilio, 2019, p. 75 (numerazione variabile tra edizioni).

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La citazione in immagine

«La magia non può essere insegnata. La scopri da sola, o non la scopri affatto.» — Madeline Miller, Circe (2018). Grafica Sottolineature, versione chiara.«La magia non può essere insegnata. La scopri da sola, o non la scopri affatto.» — Madeline Miller, Circe (2018). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · p. 75 (numerazione variabile tra edizioni)
Come si cita questa frase

Madeline Miller, «La magia non può essere insegnata. La scopri da sola, o non la scopri affatto.», Circe, trad. Marinella Magrì, Marsilio, 2019, p. 75 (numerazione variabile tra edizioni).

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