«Salve, Morte. Ma ho già vissuto quasi 60 anni. Ti…»: la frase di Charles Bukowski in «Donne»

Salve, Morte. Ma ho già vissuto quasi 60 anni. Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portami via parecchio tempo fa. Voglio essere sepolto vicino all'ippodromo... per sentire la…

Salve, Morte. Ma ho già vissuto quasi 60 anni. Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portami via parecchio tempo fa. Voglio essere sepolto vicino all'ippodromo... per sentire la volata sulla dirittura d'arrivo.

— Charles Bukowski, Donne · 1978
Copertina di "Donne" di Charles Bukowski
Donne · 1978

Chinaski, ormai scrittore riconosciuto e prossimo ai sessant'anni, riflette sulla propria vecchiaia con l'umorismo greve che attraversa tutto il romanzo, pubblicato nel 1978: gli anni di eccessi che avrebbero dovuto ucciderlo molto prima non l'hanno fatto, e lui immagina già dove vorrebbe essere sepolto — vicino all'ippodromo, l'unico luogo in cui si è sempre sentito a casa.

Dove si trovaFeltrinelli, p. 287, trad. Simona Viciani. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Salve, Morte. Ma ho già vissuto quasi 60 anni. Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portami via parecchio tempo fa. Voglio essere sepolto vicino all'ippodromo... per sentire la volata sulla dirittura d'arrivo.» — Charles Bukowski, Donne (1978). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Salve, Morte. Ma ho già vissuto quasi 60 anni. Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portami via parecchio tempo fa. Voglio essere sepolto vicino all'ippodromo... per sentire la volata sulla dirittura d'arrivo.» — Charles Bukowski, Donne (1978). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · p. 287
Come si cita questa frase

Charles Bukowski, «Salve, Morte. Ma ho già vissuto quasi 60 anni. Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portami via parecchio tempo fa. Voglio essere sepolto vicino all'ippodromo... per sentire la volata sulla dirittura d'arrivo.», Donne, trad. di Simona Viciani, Feltrinelli, 1978, p. 287. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Charles_Bukowski

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