«Già so un'altra cagione del tuo male, e gravissima.…»: la frase di Boezio in «Della consolazione della filosofia»

Già so un'altra cagione del tuo male, e gravissima. Tu hai sdimenticato quello che tu sii.

— Boezio, Della consolazione della filosofia · 524 d.C. ca.
Copertina di "Della consolazione della filosofia" di Boezio
Della consolazione della filosofia · 524 d.C. ca.

Boezio è in carcere, condannato a morte, quando la Filosofia gli appare in visione e lo mette alla prova chiedendogli cosa sia l'uomo: lui risponde con la definizione da manuale, «animale razionale e mortale». È una risposta corretta ma vuota, e la Filosofia la usa per pronunciare la vera diagnosi: non ha perso i beni o l'onore, ha perso la coscienza di sé, ed è questo oblio a renderlo disperato.

Dove si trovaXVI sec., Libro I, prosa VI, trad. Benedetto Varchi. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«Già so un'altra cagione del tuo male, e gravissima. Tu hai sdimenticato quello che tu sii.» — Boezio, Della consolazione della filosofia (524 d.C. ca.). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Già so un'altra cagione del tuo male, e gravissima. Tu hai sdimenticato quello che tu sii.» — Boezio, Della consolazione della filosofia (524 d.C. ca.). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Libro I, prosa VI
Come si cita questa frase

Boezio, «Già so un'altra cagione del tuo male, e gravissima. Tu hai sdimenticato quello che tu sii.», Della consolazione della filosofia, trad. di Benedetto Varchi, XVI sec., 524 d.C. ca., Libro I, prosa VI. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Della_consolazione_della_filosofia/Libro_I

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