«Sotto l'aeroplano, le colline scavavano già il loro…»: l’incipit di «Volo di notte» di Antoine de Saint-Exupéry
Sotto l'aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d'ombra nell'oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di…
Sotto l'aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d'ombra nell'oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro.

È l'apertura del romanzo: il pilota Fabien, in volo su un aereo postale nel crepuscolo sudamericano, osserva le colline scavare ombre nell'oro della sera, mentre la notte si prepara a inghiottire la rotta. Fabien è uno dei piloti della rete di voli notturni diretta da Rivière, che spinge uomini e macchine oltre ogni margine di sicurezza in nome della puntualità della posta aerea: la tensione tra quell'ambizione organizzativa e il rischio umano attraversa tutto il libro.
Dove si trovatrad. Cesare Giardini, Oscar Mondadori, 2001, incipit. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Antoine de Saint-Exupéry, «Sotto l'aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d'ombra nell'oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro.», Volo di notte, trad. Cesare Giardini, Oscar Mondadori, 2001, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Antoine_de_Saint-Exup%C3%A9ry

