«Musa, quell'uom di moltiforme ingegno dimmi, che…»: il verso di Omero da «Odissea»
Musa, quell'uom di moltiforme ingegno dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra gittate d'Iliòn le sacre torri; che città vide molte, e delle genti l'indol conobbe.

Sono i primi versi del poema, l'invocazione alla Musa con cui il narratore chiede di raccontare le vicende di Ulisse, l'eroe dall'ingegno versatile costretto a vagare per anni dopo la caduta di Troia, conoscendo popoli e città diverse prima di poter fare ritorno a Itaca.
Dove si trova1822, libro I, vv. 1-6, trad. Ippolito Pindemonte. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Omero, «Musa, quell'uom di moltiforme ingegno dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra gittate d'Iliòn le sacre torri; che città vide molte, e delle genti l'indol conobbe.», Odissea, trad. di Ippolito Pindemonte, 1822, libro I, vv. 1-6. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Odissea_(Pindemonte)/Libro_I

