«Basta una parola, una frase: una di quelle frasi…»: l’incipit di «Lessico famigliare» di Natalia Ginzburg

Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia.

— Natalia Ginzburg, Lessico famigliare · 1963
Copertina di "Lessico famigliare" di Natalia Ginzburg
Lessico famigliare · 1963

Sono le prime righe del romanzo più noto di Ginzburg, dedicato al modo in cui una famiglia si riconosce attraverso le proprie frasi ricorrenti: quelle dei genitori di Natalia, in una casa torinese di ebrei antifascisti negli anni del regime, diventano nel libro un vero e proprio lessico condiviso, capace di far riconoscere i fratelli come membri della stessa famiglia ovunque nel mondo si trovino.

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«Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia.» — Natalia Ginzburg, Lessico famigliare (1963). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia.» — Natalia Ginzburg, Lessico famigliare (1963). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Natalia Ginzburg, «Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia.», Lessico famigliare, 1963, incipit.

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