«Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre…»: la frase di Gustave Flaubert in «Madame Bovary»

Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre ci distacca un poco da loro. Non bisogna toccare gl'idoli: la doratura ci rimane sulle dita.

— Gustave Flaubert, Madame Bovary · 1857
Copertina di "Madame Bovary" di Gustave Flaubert
Madame Bovary · 1857

Siamo nella parte terza del romanzo: la relazione adultera tra Emma e Léon, ormai avviata da tempo, comincia a mostrare le prime crepe, e con esse la disillusione tipica degli amori idealizzati. La riflessione del narratore — parlare male di chi si ama finisce sempre per intaccarne l'immagine, come toccare un idolo dorato lascia la doratura sulle dita — anticipa il progressivo raffreddamento tra i due amanti nelle pagine successive.

Dove si trovain "La signora Bovary", Einaudi, Torino, 1983, parte terza, cap. VI, p. 315, trad. Natalia Ginzburg. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre ci distacca un poco da loro. Non bisogna toccare gl'idoli: la doratura ci rimane sulle dita.» — Gustave Flaubert, Madame Bovary (1857). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre ci distacca un poco da loro. Non bisogna toccare gl'idoli: la doratura ci rimane sulle dita.» — Gustave Flaubert, Madame Bovary (1857). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · parte terza, cap. VI, p. 315
Come si cita questa frase

Gustave Flaubert, «Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre ci distacca un poco da loro. Non bisogna toccare gl'idoli: la doratura ci rimane sulle dita.», Madame Bovary, trad. di Natalia Ginzburg, in "La signora Bovary", Einaudi, Torino, 1983, parte terza, cap. VI, p. 315. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Gustave_Flaubert

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