«Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre…»: la frase di Gustave Flaubert in «Madame Bovary»
Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre ci distacca un poco da loro. Non bisogna toccare gl'idoli: la doratura ci rimane sulle dita.

Tutte le citazioni da «Madame Bovary»
Siamo nella parte terza del romanzo: la relazione adultera tra Emma e Léon, ormai avviata da tempo, comincia a mostrare le prime crepe, e con esse la disillusione tipica degli amori idealizzati. La riflessione del narratore — parlare male di chi si ama finisce sempre per intaccarne l'immagine, come toccare un idolo dorato lascia la doratura sulle dita — anticipa il progressivo raffreddamento tra i due amanti nelle pagine successive.
Dove si trovain "La signora Bovary", Einaudi, Torino, 1983, parte terza, cap. VI, p. 315, trad. Natalia Ginzburg. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Gustave Flaubert, «Ma la denigrazione degli esseri che amiamo, sempre ci distacca un poco da loro. Non bisogna toccare gl'idoli: la doratura ci rimane sulle dita.», Madame Bovary, trad. di Natalia Ginzburg, in "La signora Bovary", Einaudi, Torino, 1983, parte terza, cap. VI, p. 315. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Gustave_Flaubert

