«Disperazione che incessante aumenta la vita non mi…»: il verso di Giuseppe Ungaretti da «Il dolore»

Disperazione che incessante aumenta la vita non mi è più, arrestata in fondo alla gola, che una roccia di gridi.

— Giuseppe Ungaretti, Il dolore · 1947

Sono gli ultimi versi di «Tutto ho perduto», scritta nel 1937 dopo la morte per un banale intervento chirurgico del fratello Costantino, rimasto in Egitto quando Ungaretti si era trasferito in Italia: apre la raccolta «Il dolore», dedicata ai lutti familiari e collettivi degli anni della guerra.

Dove si trovaVita d'un uomo, Mondadori, «Tutto ho perduto», vv. finali. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Disperazione che incessante aumenta la vita non mi è più, arrestata in fondo alla gola, che una roccia di gridi.» — Giuseppe Ungaretti, Il dolore (1947). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Disperazione che incessante aumenta la vita non mi è più, arrestata in fondo alla gola, che una roccia di gridi.» — Giuseppe Ungaretti, Il dolore (1947). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · «Tutto ho perduto», vv. finali
Come si cita questa frase

Giuseppe Ungaretti, «Disperazione che incessante aumenta la vita non mi è più, arrestata in fondo alla gola, che una roccia di gridi.», Il dolore, Vita d'un uomo, Mondadori, 1947, «Tutto ho perduto», vv. finali. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Giuseppe_Ungaretti

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