«In fondo all'Atlantico c'è un libro. Io ne…»: l’incipit di «Il manoscritto di Samarcanda» di Amin Maalouf
In fondo all'Atlantico c'è un libro. Io ne racconterò la storia.

Il narratore si riferisce al manoscritto dei Rubʿayyāt del poeta, filosofo e matematico persiano Omar Khayyam, realmente esistito nell'XI secolo e autore di celebri quartine sul vino e la fugacità della vita: Maalouf immagina che il manoscritto originale, arricchito nei secoli da miniature e versi aggiunti da altre mani, sia sopravvissuto fino al naufragio del Titanic nel 1912 — l'unico elemento storicamente vero dell'intera vicenda romanzesca.
Dove si trovaLonganesi, 1989, incipit del romanzo, trad. E. Fubini. Approfondisci →
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Come si cita questa frase
Amin Maalouf, «In fondo all'Atlantico c'è un libro. Io ne racconterò la storia.», Il manoscritto di Samarcanda, trad. di E. Fubini, Longanesi, 1989, incipit del romanzo. Testo: https://archive.org/stream/AminMaaloufSamarcande/Amin%20Maalouf%20-%20Samarcande_djvu.txt

