«Mamma mia, Iersera, appena, ricevetti la tua buona…»: l’incipit di «Una vita» di Italo Svevo
Mamma mia, Iersera, appena, ricevetti la tua buona e bella lettera. Non dubitarne, per me il tuo grande carattere non ha segreti; anche quando non so decifrare una parola, comprendo o mi pare di…
Mamma mia, Iersera, appena, ricevetti la tua buona e bella lettera. Non dubitarne, per me il tuo grande carattere non ha segreti; anche quando non so decifrare una parola, comprendo o mi pare di comprendere.

Alfonso Nitti, il protagonista, scrive da poco arrivato in città, lontano dal paese natale: anche la carta su cui la madre gli scrive, comprata dal cartolaio di paese Creglingi, gli richiama la vita di provincia che ha lasciato — è il primo segno, fin dalle prime righe, di un attaccamento affettivo che pesa più delle ambizioni con cui è partito, in cerca di un futuro migliore di quello offerto dal paese.
Dove si trovaa cura di Giuditta Isotti Rosowsky, SEI, Torino, 1993, incipit. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Italo Svevo, «Mamma mia, Iersera, appena, ricevetti la tua buona e bella lettera. Non dubitarne, per me il tuo grande carattere non ha segreti; anche quando non so decifrare una parola, comprendo o mi pare di comprendere.», Una vita, a cura di Giuditta Isotti Rosowsky, SEI, Torino, 1993, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Italo_Svevo

