«Sicilia di tiranni antico nido vide triste Agatocle…»: il verso di Francesco Petrarca da «Rime estravaganti»
Sicilia di tiranni antico nido vide triste Agatocle acerbo e crudo e vide i dispietati Dionigi e quel che fece il crudel fabro ignudo gittare il primo doloroso strido e far ne l'arte sua primi…
Sicilia di tiranni antico nido vide triste Agatocle acerbo e crudo e vide i dispietati Dionigi e quel che fece il crudel fabro ignudo gittare il primo doloroso strido e far ne l'arte sua primi vestigi.
Nei versi appena prima di questi, il poeta ha già ricordato altri tiranni della Sicilia antica; qui chiude l'elenco con un aneddoto preciso, taciuto nel testo ma noto ai suoi lettori: il «crudel fabro» è Perillo, che costruì per il tiranno Falaride un toro di bronzo per arrostirvi vivi i condannati — e fu lui stesso, per punizione, il primo a finirci dentro.
Dove si trovaFrammenti, 20, vv. 65-70; p. 43. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Francesco Petrarca, «Sicilia di tiranni antico nido vide triste Agatocle acerbo e crudo e vide i dispietati Dionigi e quel che fece il crudel fabro ignudo gittare il primo doloroso strido e far ne l'arte sua primi vestigi.», Rime estravaganti, 1374, Frammenti, 20, vv. 65-70; p. 43. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Francesco_Petrarca

