«Tu pensa un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti…»: la frase di Alessandro Baricco in «Novecento»
Tu pensa un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono ottantotto, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro. Tu sei infinito e dentro quei tasti infinita è la…
Tu pensa un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono ottantotto, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro. Tu sei infinito e dentro quei tasti infinita è la musica che puoi fare.

È il cuore del monologo finale, la scena in cui Novecento, il pianista nato e mai sceso dalla nave su cui vive, spiega all'amico Tim perché non toccherà mai terra: il pianoforte ha ottantotto tasti, un limite preciso e rassicurante, mentre il mondo fuori è una tastiera senza fine su cui non saprebbe suonare nessuna musica — la sua idea di libertà è infinita dentro un confine scelto, non fuori da ogni confine.
Dove si trovaFeltrinelli, scena 9.
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Alessandro Baricco, «Tu pensa un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono ottantotto, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro. Tu sei infinito e dentro quei tasti infinita è la musica che puoi fare.», Novecento, Feltrinelli, 1994, scena 9.

