«Penso che non siamo diventati ciechi. Penso che…»: la frase di José Saramago in «Cecità»

Penso che non siamo diventati ciechi. Penso che siamo ciechi. Ciechi che vedendo non vedono.

— José Saramago, Cecità · 1995
Copertina di "Cecità" di José Saramago
Cecità · 1995

Sono le ultime parole del romanzo, pubblicato nel 1995: le pronuncia la moglie del medico, l'unica persona rimasta capace di vedere durante l'epidemia di cecità bianca che ha travolto una città mai nominata, osservando dalla finestra il mondo intorno a sé dopo settimane di orrore raccontate nelle pagine precedenti. Saramago vinse il Nobel per la letteratura tre anni dopo, anche per questo libro.

Dove si trovaultime righe del romanzo, trad. Rita Desti.

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La citazione in immagine

«Penso che non siamo diventati ciechi. Penso che siamo ciechi. Ciechi che vedendo non vedono.» — José Saramago, Cecità (1995). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Penso che non siamo diventati ciechi. Penso che siamo ciechi. Ciechi che vedendo non vedono.» — José Saramago, Cecità (1995). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · ultime righe del romanzo
Come si cita questa frase

José Saramago, «Penso che non siamo diventati ciechi. Penso che siamo ciechi. Ciechi che vedendo non vedono.», Cecità, trad. di Rita Desti, 1995, ultime righe del romanzo.

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