«A me, che non sono nobile, fa piacere appartenere…»: la frase di Andrea Camilleri in «La stagione della caccia»

A me, che non sono nobile, fa piacere appartenere proprio al Circolo dei nobili, mentre al contrario, di fare parte di un qualsiasi circolo Garibaldi non mi fotte un'amata minchia.

— Andrea Camilleri, La stagione della caccia · 1992
Copertina di "La stagione della caccia" di Andrea Camilleri
La stagione della caccia · 1992

È la battuta di un personaggio nel primo romanzo pubblicato da Camilleri, nel 1992 dopo una pausa di dodici anni dalla narrativa, ambientato nella Vigàta di fine Ottocento: la storia segue l'arrivo in paese del farmacista Alfonso «Fofò» La Matina e una serie di morti misteriose che colpiscono una decaduta famiglia aristocratica del luogo, in un intreccio a metà fra il romanzo storico e il giallo.

Dove si trovaSellerio, 1998, p. 18. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«A me, che non sono nobile, fa piacere appartenere proprio al Circolo dei nobili, mentre al contrario, di fare parte di un qualsiasi circolo Garibaldi non mi fotte un'amata minchia.» — Andrea Camilleri, La stagione della caccia (1992). Grafica Sottolineature, versione chiara.«A me, che non sono nobile, fa piacere appartenere proprio al Circolo dei nobili, mentre al contrario, di fare parte di un qualsiasi circolo Garibaldi non mi fotte un'amata minchia.» — Andrea Camilleri, La stagione della caccia (1992). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · p. 18
Come si cita questa frase

Andrea Camilleri, «A me, che non sono nobile, fa piacere appartenere proprio al Circolo dei nobili, mentre al contrario, di fare parte di un qualsiasi circolo Garibaldi non mi fotte un'amata minchia.», La stagione della caccia, Sellerio, 1998, p. 18. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Andrea_Camilleri

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